PROGETTO SCUOLA – MONTAGNA E TERRITORIO
Riferimenti di legge:
- delibera della Giunta Provinciale n. 1510 del 20/07/2007
- Richiamo dei contenuti del documento sottoscritto in data 22 ottobre 2007 nel “Tavolo per la concertazione in tema di promozione e valorizzazione dello sport” per la validazione della Giunta provinciale , l’aggiornamento e l’attuazione dei contenuti e degli impegni reciprocamente assunti e più precisamente delineati nel documento “Gioco,divertimento, sport; un progetto che continua, un progetto che cresce”
- Delibera Provinciale n. 1723 prot. N. 367/2008 per l’approvazione del documento di aggiornamento del Protocollo d’intesa tra provincia autonoma di Trento, Consiglio delle Autonomie e locali e CONI – Comitato Provincia di Trento per la promozione e la valorizzazione dello sport:”gioco, divertimento, sport: uno stile di vita”.
BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
Come da indicazioni espresse nei vari protocolli sottofirmati dagli enti preposti, viene richiesto alle istituzioni scolastiche e formative di integrare il proprio curricolo con esperienze di avvicinamento concreto ai diversi ambienti per legare maggiormente i ragazzi al territorio, renderli consapevoli delle potenzialità ed apprezzare i valori che vengono trasmessi con tali contatti.
Il dipartimento di scienze motorie trova terreno fertile nell’organizzazione di attività di correlazione tra sport e territorio, ma anche integrazione e multiculturalità con le altre discipline che ben possono approfondire un discorso educativo multidisciplinare di tali tematiche.
Il progetto relativo a Scuola, montagna all’interno dell’istituto è un completamento naturale alle ore di insegnamento curricolari di educazione fisica, alle ore di avviamento alla pratica sportiva in orario pomeridiano e ad altre discipline.
La scuola diventa così un centro educativo completo che va oltre gli ambiti disciplinari superando l’aspetto prettamente tecnico e teorico ed affronta con i ragazzi tematiche anche di carattere etico e sociale, guidandoli nell’acquisizione di valori e di stili di vita positivi.
Il territorio viene così studiato e vissuto sia come ambiente “bosco-montagna”, sia come acqua “fiumi, torrenti, laghi”, sia come ambiente antropico “usi, costumi, sicurezza, alimentazione, prevenzione”.
REFERENTE: prof.ssa Silva Sguario
DESTINATARI: studenti delle classi prime dell’istituto
OBIETTIVI e STRATEGIE
Punti di attenzione:
- Raccordo tra scuola e territorio e contestualizzazione degli interventi formativi
- Senso di appartenenza ad un territorio con caratterizzazione morfologica particolare tale da generare specificità di diversa natura.
Cultura della montagna:
- Acquisire in modo graduale e continuativo conoscenze del territorio montano, di lago e di fiume
- Avvicinarsi a tali ambienti in sicurezza e con l’acquisizione di metodiche di prevenzione
- Conoscere aspetti della cultura locale, degli ambienti naturali come flora, fauna, rispetto della natura e lettura delle località con uso delle cartine geografiche e dell’orientamento.
Competenze di vita (life skill)
- Provare piacere nel movimento all’aria aperta
- Entrare in contatto con le dinamiche personali che emergono rispetto al gruppo
- Consapevolezza delle proprie capacità fisiche, ma anche delle sensazioni, delle emozioni, delle forze introspettive che queste attività innescano nel momento della pratica.
- Stimolare nelle esperienze strumenti di crescita e di autostima
- Gestione dello stress e della fatica
- Spirito di iniziativa
Competenze culturali pluridisciplinari
- La montagna nelle diverse ere geologiche
- Lo sfruttamento delle risorse profonde della terra
- Le aspettative di vita dei minatori: una comunità immersa nel dolore e nella solitudine
- Le capacità di sopravvivenza della gente di montagna
- Inquinamento del territorio e delle acque.
Insegnanti coinvolti:
- Docenti di scienze motorie
- Docenti delle discipline Scienze integrate.
TAPPE ESECUTIVE
I diversi consigli di classe deliberano in merito alle proposte presentate dai docenti di scienze motorie durante gli incontri del mese di ottobre;
Le uscite sono suddivise tra le sette prime (quattro classi andranno in Val Ridanna e tre al Canyon del Butterloch) per motivi di trasporto e logistici.
TEMPI DI ATTUAZIONE/DURATA:
Il progetto verrà realizzato durante il mese di maggio per usufruire di un periodo più idoneo alla tipologia dell’uscita.
Destinazione: miniere della Val Ridanna - Bolzano
Data: 18 maggio 2011
Classi interessate: 1 A A.F.M.-- 1 A C.A.T. –
Docente progettista: Silva Sguario
Data: 20 maggio 2011
Classi interessate: 1 C A.F.M.– 1 D A.F.M. -
Docente progettista: Silva Sguario
Riflessioni e obiettivi
E' una visita che appartiene al progetto Scuola - montagna, pensato per le sole classi prime e realizzato su due percorsi diversi ma che si intrecciano fra loro: le miniere della val Ridanna e il canyon del Butterloch.
La miniera di Monteneve è stata la più alta in Europa, con la più lunga storia estrattiva nell'ambito alpino. Per quasi 800 anni migliaia di minatori hanno estratto minerali preziosi come argento, piombo, zinco.
I minatori erano esposti a mille pericoli, lavori pesantissimi e condizioni sovrumane che spesso portavano a morti precoci ed in giovane età. Anche il trasporto del minerale attraverso montagne e ripide valli era impresa difficilissima. Per secoli il trasporto veniva effettuato con gli animali da soma finché nel 1870 alcuni arditi ingegneri progettarono il più grande impianto di trasporto del minerale a cielo aperto su rotaia.
Regnanti, vescovi e potenti famiglie raggiunsero con la miniera fama e ricchezza.
Solo nel 1985 la miniera di Monteneve venne chiusa e la struttura risanata con grandi investimenti della Giunta provinciale.
Il programma di visita nella zona didattica offre percorsi diversificati per aree di interesse: una prima parte viene dedicata alle modalità di estrazione del minerale in ambiente particolarmente ostile; una seconda parte della visita consiste nella visione del materiale audiovisivo e dei processi meccanici e chimici utilizzati per la separazione dei vari elementi dal minerale estratto. Questa fase si svolge su edifici disposti a vari livelli, a cascata, tutti perfettamente raggiungibili mediante ascensore. Particolare attenzione alla vita, alle usanze, al vestiario, alle lampade e agli attrezzi usati dai minatori concludono la visita all'interno di un museo con cinque grandi sale d'esposizione.
Tematiche portanti della visita sono perciò da un lato l'attività estrattiva con definizioni, conoscenze e saperi che rientrano nell'ambito delle discipline scientifiche, mentre da un altro punto di vista si analizza l'aspetto umano, difficile, estremo della vita in miniera e su luoghi di montagna innevati per quasi tutto l'arco dell'anno, rendendo ancora più difficile la vita delle persone (anche dei familiari dei minatori). Non si può escludere anche l'accenno ai disastri ambientali e all'inquinamento delle acque che l'uso delle sostanze chimiche ha causato nel tempo, portando a morte centinaia di addetti ai laboratori e di abitanti delle valli che ruotavano intorno al Rio Ridanna.
La coscienza ecologica è parte integrante del nostro progetto d'istituto e questa visita può sicuramente aiutare gli studenti a rendersi conto di quanto sia importante la salvaguardia dell'ambiente e lo sfruttamento ecologico delle risorse naturali.
Dopo la visita alle miniere gli studenti avranno l'opportunità di camminare in montagna per qualche ora, verso il punto dove nasce il rio Ridanna, zona diventata oggetto di studio delle acque da parte della provincia di Bolzano. Si potrà pranzare al sacco o presso il rifugio Aglsboden (se aperto!).
E' una vista per:
- conoscere una realtà lavorativa che è stata importante nella nostra regione
- entrare in contatto con la vita dura dei minatori, che proprio in questi giorni, in alcune miniere sparse nel mondo come in Cile, in Cina e in Sud America sta drammaticamente tenendo tutti con il fiato sospeso per gli incidenti e i tentativi di salvataggio dei lavoratori
- visitare il distretto minerario e il suo museo
- prendere l'abitudine ad un silenzio rispettoso e di onore
- fare una camminata lungo il sentiero che porta verso la cima della montagna
- vedere la foresta, l’acqua, le rocce, gli alberi, gli animali, prati e laghetti, rifugi e baite lungo il cammino
- cercare le piccole cose che passano inosservate, come le forme bizzarre della natura, i mille colori della foresta e delle montagne, le tracce lasciate dagli animali
- sentire le voci e la magia della foresta, i rumori dell’acqua, il fruscio del vento, gli odori e i profumi della natura; ma anche gli odori, la poca luce, i rumori assordanti che provengono dai ricordi dell'interno della miniera
- ricordare che ogni cosa non esiste per caso ma tutti gli organismi viventi insieme agli elementi non viventi, in natura, sono collegati in equilibrio con il tutto;
- prendere l’abitudine al silenzio e ai tempi della natura
- non prendere dall’ambiente qualsiasi forma di vita vegetale o animale o fossili o quant’altro abbia un senso solamente là dove si trova
- perdere l’abitudine a muoversi in macchina o con altri mezzi, a parlare ad alta voce, a lasciare segni del nostro passaggio
- non fare rumori inutili disturbando gli ambienti naturali e i loro abitanti, non distruggere semi, non lasciare rifiuti
- non cercare in montagna, ciò che hai già ogni giorno
Programma di massima
Ritrovo e partenza ore 7.00 in via Paoli, davanti alla pizzeria Napoli;
Arrivo alla miniera di Monteneve, in val Ridanna, verso le 9.30
Visita in piccoli gruppi del percorso didattico e del museo
Salita a piedi verso il rifugio Aglesboden e pranzo al sacco
Pomeriggio di giochi nella conca antistante il rifugio.
Verso le ore 16.00 partenza per tornare al pullman.
Ore 17.30 partenza per rientrare a casa
Pranzo al sacco
NB: portare nello zaino, oltre al pranzo al sacco, acqua da bere in abbondanza; una giacca a vento e un cambio-scarpe; calzini, pantaloni, maglietta e canottiera di ricambio e un piccolo asciugamano. Crema protettiva per alta montagna.
Obbligatorio Indossare scarponcini da montagna.
In caso di previsioni meteo avverse (pioggia) la visita si effettua ugualmente. In questo caso raddoppiare il numero di cambi necessari e di protezioni antipioggia.
Gli studenti che si presenteranno il giorno della visita sprovvisti del materiale di cui sopra non parteciperanno alla giornata organizzata e si recheranno a scuola per seguire regolarmente le lezioni.
Destinazione: canyon del Butterloch, Redagno, provincia di Bolzano
Data: 12 maggio 2011
Classi interessate: 1 B A.F.M.-- 1 E A.F.M. - 1 B C.A.T. -
Docenti progettista: Silva Sguario
Riflessioni ed obiettivi
L'ambiente del Butterloch può essere paragonato ad un libro di geologia, perché si possono notare i vari tipi di rocce modellate dall'acqua e dagli altri agenti esogeni che, nel corso dei secoli, hanno fatto affiorare nella parte più bassa strati di rocce vulcaniche e porfidi, quindi più antichi, mentre in alto rocce sedimentarie più recenti.
E' un luogo di interesse mondiale, richiamando molti studiosi di geologia e paleontologia.
In alcune punti del sentiero sono state costruite delle passerelle artificiali per agevolare il passaggio turistico e fanno sembrano il cammino più avventuroso.
Molti i punti o stazioni di osservazione, soprattutto sulle rive del Bletterbach. Qui le rocce raccontano la nascita delle Dolomiti: le colate vulcaniche, le arenarie, i banconi dei cefalopodi e dei bellerophon, il werfen e la dolomia.
Intorno al canyon le montagne su cui dominano, su tutte, il Corno Bianco e il Corno Nero.
Il programma di visita approfondisce l'ambito scientifico, l'osservazione, ma anche quello motorio per il cammino che bisogna intraprendere, quello naturalistico ed ecologico per l'ambiente molto particolare che si va a visitare.
E' una vista per:
- conoscere un ambiente naturale che ha portato a dichiare le Dolomiti patrimonio dell'umanità;
- entrare in contatto con la vita che c'era milioni di anni fa e che abitava la zona;
- visitare la piccola chiesetta ed il museo di Redagno
- prendere l'abitudine ad un silenzio rispettoso
- fare una camminata lungo i sentieri
- vedere la foresta, l’acqua, le rocce, le montagne e il panorama, gli alberi, gli animal, e i prati lungo il cammino
- cercare le piccole cose che passano inosservate, come le forme bizzarre della natura, i mille colori della foresta e delle montagne, le tracce lasciate dagli animali
- sentire le voci e la magia del canyon, i rumori dell’acqua, il fruscio del vento, gli odori e i profumi della natura;
- ricordare che ogni cosa non esiste per caso ma tutti gli organismi viventi insieme agli elementi non viventi, in natura, sono collegati in equilibrio con il tutto;
- prendere l’abitudine al silenzio e ai tempi della natura
- non prendere dall’ambiente qualsiasi forma di vita vegetale o animale o fossili o quant’altro abbia un senso solamente là dove si trova
- perderel’abitudine a muoversi in macchina o con altri mezzi, a parlare ad alta voce, a lasciare segni del nostro passaggio
- non fare rumori inutili disturbando gli ambienti naturali e i loro abitanti, non distruggere semi, non lasciare rifiuti
- non cercare in montagna, ciò che hai già ogni giorno
Programma di massima
Ritrovo e partenza ore 7.45 in via Paoli, davanti alla pizzeria Napoli;
Arrivo a Redagno al Centro Visitatori Geoparc.
Visita al museo.
Camminata con le guide del luogo lungo il fiume e nel canyon
Pranzo al sacco
Verso le ore 16.30 rientro al pullman passando per Aldino e avvio verso casa.
Pranzo al sacco
NB: portare nello zaino, oltre al pranzo al sacco, acqua da bere in abbondanza; una giacca a vento e un cambio-scarpe; calzini, pantaloni, maglietta e canottiera di ricambio e un piccolo asciugamano. Crema protettiva per alta montagna.
Obbligatorio Indossare scarponcini da montagna.
Gli studenti che si presenteranno il giorno della visita sprovvisti del materiale di cui sopra non parteciperanno alla giornata organizzata e si recheranno a scuola per seguire regolarmente le lezioni.
Per scaricare il progetto clicca sul link